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Le chiavi del giardino

Un sogno vissuto e realizzato con i bambini

C’ERA UNA CITTÀ E QUESTA CITTÀ ERA PIENA DI MACCHINE
L’aria era sempre grigia e tutti avevano fretta. I bambini non avevano più luoghi dove fermarsi a giocare: i piazzali davanti alle scuole erano diventati parcheggi; i giardini erano piccoli e abbandonati, i giochi vecchi e le piante secche. Tutti, bambini e genitori, erano rassegnati e aspettavano le vacanze per poter di nuovo correre a piedi nudi sull’erba.

 

Pietro, bambino

Pietro, bambino

NON OCCORRE L’ALTEZZA PER GUARDARE OLTRE
Pietro ha 7 anni, vive in città e frequenta la scuola del suo quartiere; tanti suoi compagni erano con lui già alla scuola materna, alcuni vengono da altri Paesi. È socievole e vivace e vorrebbe sempre giocare all’aperto e muoversi con libertà. 

Anche un piccolo pezzo di cortile diventa per lui scenario di avventure. Ma il giardino della scuola è così piccolo che ogni gioco viene sempre interrotto da altri gruppi o dalla campanella. Tutti ridono quando chiede una collina più alta dalla quale guardare oltre il muro di cinta: eppure basta prendere una ruspa, sarebbe così facile!

Loredana, genitore

Loredana, genitore

CHI HA ENTUSIASMO SI METTE IN GIOCO
Loredana è la mamma di Elisa, una bambina della classe di Pietro. Si è appena trasferita in città per il lavoro del marito. Quando era piccola, pattinava sul marciapiede e poteva costruire capanne in cortile coi rami secchi. Andava a scuola da sola, in bicicletta, e raccoglieva sassi e foglie per i lavoretti in classe.

Non ha tempo di parlare con gli altri genitori perché lavora dall’altra parte della città e non conosce gli spazi e le opportunità del suo territorio: vorrebbe che anche Elisa facesse esperienza nella natura così come lei ha fatto quando era piccola.

Roberto, sindaco

Roberto, sindaco

C’È UN LUOGO DOVE MANDATO E VOCAZIONE SI INCONTRANO
Roberto è Sindaco della città da tre anni. Ha accettato questo incarico per il desiderio di lasciare nella sua città, dove è nato, un progetto nuovo che piaccia a tutti. Ma i problemi sono così tanti che tutti vanno da lui a chiedere qualcosa e in ogni modo, qualunque decisione prenda, c’è qualcuno che si lamenta. 

C’è uno spazio abbandonato che potrebbe diventare il nuovo giardino per i bambini della scuola vicina, ma gli interessi sono tanti e ha troppa paura di sbagliare. Alla fine, non ha ancora deciso niente. In cuor suo però sa che lì, in quel giardino, il Roberto Sindaco potrebbe ritrovare il Roberto Bambino.


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Il problema comune

UN DESTINO CHE SEMBRA GIÀ SEGNATO
Tutti gli sguardi e tutti i destini si incrociano così in un giardino. Un giardino scolastico che sembra uno dei tanti: piccolo, degradato, inaccessibile al di là degli orari stabiliti. Una storia che sembra una delle tante: uno spazio verde viene chiuso perché le famiglie smettono di andarci. Il grigio prevale. L’abbandono trionfa.

Pietro continua a chiedere un giardino più bello. Un giorno, la sua viene discussa in classe tra tutti i bambini e poi in un’assemblea dei genitori: i bambini vogliono uno spazio nuovo, più grande, più verde. Hanno ragione loro! La mamma di Elisa, appena arrivata e piena di entusiasmo, si propone per coordinare un gruppo che scriva una lettera a Roberto, il Sindaco.


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La soluzione

ARRIVA LA FACILITATRICE, HA INIZIO LA TRASFORMAZIONE
Il Sindaco risponde, coinvolge i suoi assessori all’Istruzione, all’Ambiente, alla Mobilità e alla Cultura. Si chiamano gli esperti, e tra loro una facilitatrice. Ma chi è e cosa fa la facilitatrice? Lei è l’unica capace di far dialogare grandi e piccoli, tecnici e insegnanti. È il suo lavoro, e le piace moltissimo…

Si parte! Con i bambini si progettano elementi nuovi per ridare vita al giardino. Giochi in legno, vasche per l’orto, colline, percorsi e molto altro. I bambini cominciano esplorando lo spazio, con l’aiuto degli esperti lo ridisegnano, valutano le diverse alternative possibili e scelgono le migliori. I desideri prendono una forma, diventano progetti, e i progetti diventano plastici fatti con materiali di riciclo: adesso gli architetti sanno cosa fare! Il cantiere viene aperto e sempre sotto il controllo dei bambini avviene la trasformazione. 


Il Tesoro

 

PROGETTARE CON I BAMBINI
Quando si inaugura il nuovo giardino, tutti vogliono provare i giochi e gli spazi. I bambini propongono di aprirlo anche oltre all’orario scolastico, e decidono i modi e i turni. È solo un piccolo spazio rubato al cemento e alle auto, ma piace a tutti: e tutti lo vivono insieme.

Tutti hanno vissuto una grande esperienza e hanno conosciuto un nuovo modo di fare le cose. Non più progettare per i bambini, ma progettare con i bambini. Perché ognuno possa avere la chiave per il proprio giardino ideale. I grandi chiamano questo metodo “progettazione partecipata”. Vuol dire che l’opera non è più un prodotto, ma l’intera esperienza.

Progetta con noi: contattaci!

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